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Dentro Hack The School!

Tre giorni per trasformare la scuola in un laboratorio di idee

Dall’esplorazione ai prototipi: cosa è successo nelle classi protagoniste della prima fase del progetto

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Le prime tre giornate di Hack The School hanno acceso la creatività degli studenti coinvolti, trasformando tre istituti in spazi di sperimentazione. Dalla scoperta degli strumenti alla validazione delle idee, fino alle presentazioni finali, gli studenti hanno portato avanti un’esperienza formativa che ha valorizzato ingegno, collaborazione e capacità narrativa. Le premiazioni hanno segnato la chiusura di questa prima fase, ma il percorso non si conclude qua: a marzo il progetto riprenderà con nuove scuole e nuove sfide. 

Formazione

Dopo l’annuncio della nuova edizione di Hack The School, il progetto di Fondazione Golinelli, realizzato in collaborazione con Apply e sostenuto dalla Fondazione di Sardegna, le attività operative hanno finalmente preso vita. In tre istituti scolastici, per tre giornate, le classi coinvolte hanno sperimentato un percorso fatto di esplorazione, progettazione e lavoro di squadra.  

Per guidare questo processo il progetto Hack The School adotta la formula dell’hackathon: una vera e propria maratona creativa in cui, in tempi concentrati, si lavora insieme per analizzare un problema, generare idee e trasformarle in soluzioni presentabili. 

I ragazzi, infatti, hanno lavorato proprio in modalità hackathon, alternando momenti di scoperta e analisi a sessioni di progettazione e prototipazione, fino alla presentazione finale dei loro progetti. 

Giorno 1 - Scoprire, osservare, immaginare

a prima giornata ha introdotto i ragazzi alla sfida di quest’anno: migliorare il benessere scolastico. Piccoli esperimenti, prove rapide e attività di osservazione hanno aiutato le classi a individuare su cosa lavorare. 

Per realizzare i prototipi, gli studenti hanno usato il micro:bit, un piccolo computer tascabile che permette di trasformare intuizioni e schizzi in progetti concreti. Grazie alla possibilità di programmare LED, sensori e pulsanti, la sperimentazione è stata immediata: i ragazzi hanno dato vita a interazioni, segnali luminosi, misurazioni e piccoli comportamenti automatici, rendendo tangibili le loro prime idee progettuali. 

Giorno 2 – Dare forma alle idee

La seconda giornata ha portato maggiore struttura. I gruppi hanno validato le intuizioni iniziali e iniziato a trasformarle in progetti più concreti. Attraverso gli strumenti di progettazione visti nella giornata precedente e momenti di confronto, ogni squadra ha iniziato a delineare il proprio percorso attraverso lo studio del Business Model Canvas, che aiuta a organizzare in modo semplice e intuitivo tutti gli elementi essenziali di un progetto: dall’idea di valore alle persone a cui si rivolge, dalle attività necessarie alle risorse richieste. 

A seguire, i ragazzi hanno iniziato la parte relativa al pitch, ovvero la realizzazione della presentazione finale del progetto, che ha permesso ai team di preparare un racconto chiaro e coerente del lavoro svolto. 

Giorno 3 – Presentare, condividere, confrontarsi

L’ultima giornata è stata dedicata alle prove e alle presentazioni finali. I team hanno mostrato i propri prototipi, raccontando con chiarezza il problema scelto, il processo seguito e l’impatto atteso, alla giuria composta da alcuni membri di Apply e altri di Fondazione Golinelli. 

Le premiazioni dei migliori team e la menzione speciale ad alcuni studenti che si sono distinti per il loro impegno hanno chiuso la prima settimana di hackathon, in attesa di scoprire come proseguiranno le attività a marzo. 

Il vero valore però è stato un altro: la consapevolezza che, quando la scuola diventa un laboratorio di idee, ogni studente può scoprire un talento nuovo. 

E mentre questa prima fase si conclude, marzo si avvicina: nuove classi entreranno in gioco e il percorso riprenderà, pronto a rivelare altre idee, altri talenti e magari qualche sorpresa inaspettata.

Claudia Mura

Coordinatrice Formazione Apply

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